Tesori rinascimentali e contaminazioni contemporanee

La Piazza della Repubblica è il centro di Firenze sin dall’epoca romana. È il risultato più conosciuto dell’epoca del “Risanamento”, quando fu ridefinita l’urbanistica della città in seguito all’insediamento della capitale del Regno d’Italia a Firenze. Adoro vivere qui, affacciarmi ogni mattina verso questo spazio ampio e aperto.

Oggi esplorerò Oltrarno attraversando le vie del centro di Firenze e il suo patrimonio artistico a cielo aperto unico al mondo.
Prima però mi regalo del tempo per lo shopping, a pochi passi da casa.
Prima tappa: LUISAVIAROMA. La sua storia mi ha sempre affascinato. Alla fine degli anni Venti la francese Luisa Jaquin sposa il fiorentino Lido Panconesi e apre una boutique di cappelli in paglia a Parigi. Un giorno l’uomo, appassionato di scommesse sui cavalli, perde tutto il suo denaro all’Arc de Triomphe. I due sono costretti a fuggire in Brasile, dove fanno fortuna e dopo poco tempo riescono a tornare in Europa, questa volta a Firenze, dove Luisa apre un piccolo negozio di cappelli in via Roma. A quel tempo le signore cambiavano il cappello almeno tre volte al giorno: al mattino, all’ora del tè e alla sera. Da allora, i nuovi talenti emergenti della moda più innovativa e all’avanguardia sono selezionati qui.

Mi fermo alla bottega dei colori per antonomasia: Zecchi Colori Belle Arti, in via dello Studio, per un regalo speciale a tutta arte. L’edificio che ospita Zecchi è parte della prima università di Firenze, fondata nel 1348. Presente nella via fin da tempi antichi, è sempre stata punto di riferimento per i pittori e gli artigiani fiorentini.

La mia passione per le botteghe storiche trova naturale nutrimento nella ricchezza del mio quartiere. Uno dei punti di riferimento della zona è la drogheria e mesticheria Pegna, nella stessa via di Zecchi. Il negozio si trova in un palazzo risalente al Seicento, coperto da bellissime volte a crociera e originariamente adibito a monastero. La società Pegna era stata fondata nel 1860 come azienda chimica: studiavano e realizzavano numerosi brevetti, tra cui le celebri “Pillole Ricostituenti Grocco”. Molti fiorentini ricordano con affetto quando andavano da Pegna, accompagnando i loro nonni o genitori, che dovevano comprare una particolare cera o prodotto per la casa, e uscivano sempre con qualche caramella.

Bastano pochi passi e raggiungo rapidamente Ponte Vecchio, uno dei simboli della città e sicuramente uno dei ponti più famosi al mondo, e Oltrarno.

Tra i tanti locali e ristoranti di Borgo S. Jacopo e di Via di Santo Spirito, scelgo di prenotare un tavolo a Il Santo Bevitore.
Ho il tempo per visitare la Chiesa Santa Felicita, una delle più antiche della città, al cui interno si ammirano un Crocifisso di Giotto e alcuni affreschi di Pontormo.
Dopo pranzo, scelgo di percorrere Via de’ Bardi, un’antichissima strada stretta e lunga che scorre parallela al Lungarno Torrigiani e sulla quale si affacciano numerosi palazzi nobiliari, chiese ed edifici storici. Cammino fino alla Porta San Niccolò, dove ha da poco riaperto l’omonima Torre, fulcro di un piccolo quartiere molto suggestivo.
Da qui è d’obbligo, salire fino a Piazzale Michelangelo. La veduta panoramica che abbraccia l’intera città è, non a caso, celebre in tutto il mondo.

Mi godo il verde e l’arte contemporanea ospitata nel sottostante Giardino delle Rose. Sono più di 1000 varietà botaniche ad attirarmi insieme alle sculture di Jean-Michel Folon.
Continuo la mia perlustrazione del quartiere di S. Niccolò, visitando l’Abbazia di San Miniato al Monte e la sua favolosa facciata romanica, e godendomi un ottimo bicchiere di vino (toscano, of course) all’Enoteca Fuori Porta, alle pendici di Via del Monte alle Croci

Mi affretto. Voglio vedere il tramonto a Porta di San Giorgio, accanto al Forte di Belvedere e al Giardino di Boboli: i riflessi della luce sui palazzi sono magici.

Riprendo il cammino, felice di sostare nelle decine di enoteche e locali che punteggiano la strada verso casa.