Nell’abbraccio della città eterna

Il lusso di una giornata tutta per me.

Il lusso di una giornata tutta per me.
Da casa, Palazzo Velabro, basta una breve passeggiata per immergersi in un viaggio emozionante nella storia di Roma. Devo solo decidere in quale direzione andare. Ho solo l’imbarazzo della scelta. Ogni luogo, ogni nome ha un racconto da svelare. Sono infiniti gli aneddoti e i racconti nascosti in ogni strada, palazzo, monumento.

Mi lascio affascinare dal richiamo da uno dei più famosi simboli di Roma nel mondo, la Bocca della Verità. Ma cos’era questo grosso mascherone di quasi due metri di diametro? Nessuno lo sa con certezza. Oggi a quale leggenda voglio credere? Alla storia medioevale secondo cui il mascherone per magia morde la mano dei bugiardi? O alla storia romantica di una donna innamorata che riuscì a imbrogliare anche la Bocca della Verità? L’immaginazione viaggia e io con lei.

Mi dirigo poi verso il Tevere e quindi all’Isola Tiberina, l’unica isola urbana del fiume. Ogni estate diventa la mia seconda casa: il festival L’Isola del Cinema è un appuntamento fisso per seguire anteprime e film di qualità oltre che per incontrare registi e attori.
Peccato che sia presto, altrimenti mi fermerei a pranzo dalla mitica Trattoria Sora Lella, un’istituzione dagli anni Cinquanta.

Ho tempo per spingermi verso il quartiere ebraico dove si erge una delle sinagoghe più grandi d’Europa, il Tempio maggiore di Roma. Al suo interno mi perdo nelle sale del ricchissimo Museo Ebraico, che raccoglie argenti, tessuti, marmi, documenti e pergamene.
Mi è venuta voglia di un tipico e originale carciofo alla giudia. So di essere nel posto giusto: sono tanti i ristoranti kosher che punteggiano questa zona appartata di Roma. Oggi mi lascio viziare dalle specialità di Nonna Betta. Qui, in una bella atmosfera, rivivo la storia del ghetto: alle pareti ci sono delle grandi riproduzioni con le immagini della zona prima delle demolizioni di fine Ottocento.

Riprendo il cammino, sotto il cielo, così ampio e blu, della mia città. Attraverso il cuore dell’antica Roma: il Foro Romano, la Colonna Traiana, il Foro di Augusto. Davanti ai suo templi e le sue vestigia è facile immergersi nella storia e immaginare come si viveva qui più di 2000 anni fa. Il cuore di Roma è qui.
L’Altare della patria mi abbaglia con il suo biancore e la sua maestosità. Mi inerpico sul Campidoglio, il più piccolo dei colli di Roma che, per la sua posizione dominante rispetto al Tevere, venne scelto come roccaforte della città. In piazza si trovano i Musei Capitolini, il primo museo pubblico della storia. La nascita dei musei Capitolini risale infatti al 1471, quando il papa Sisto IV donò al popolo romano una raccolta di opere e statue legate alla città.

Mi rende orgoglioso vivere qui: ogni volta mi emoziono guardando i visi ammirati e stupiti dei turisti e dei viaggiatori. In pochi passi loro, come tutti noi, compiono un viaggio nel tempo e nella storia. Non mi abituerò mai a questa meraviglia.

Attraverso Piazza Venezia, mi fermo a salutare i gatti che vivono nel sito archeologico di Largo di Torre Argentina. L’atmosfera vivace e chiassosa che si respira in Campo de’ Fiori – la piazza deve il suo nome alle margherite, ai papaveri, ai fiori di prato, che oggi non si direbbe un tempo la ornavano – fa da contrasto all’austera statua di Giordano Bruno, che proprio qui trovò la morte sul rogo. Di mattina, qui si svolge il mercato più colorato e caratteristico della città. Di sera, una folla di giovani popola la piazza e i suoi bar e ristoranti.

Bastano pochi passi e raggiungo il Pantheon, che si può ancora ammirare quasi nello stesso aspetto che aveva nell’antichità. Nel tempio, dedicato a tutti gli dei, vi sono varie tombe rinascimentali, tra cui quella di Raffaello.
A due passi da qui, poi, la splendida Chiesa di San Luigi dei Francesi, dove è possibile ammirare alcuni capolavori di Caravaggio.

Per una pausa, scelgo la tradizione di Sant’Eustachio Il Caffè. C’è chi lo considera il migliore di Roma. Il suo segreto? Le sue miscele sono preparate con l’acqua di un antico acquedotto.

Sono molto vicino. Non posso non affacciarmi ad ammirare Piazza Navona. Dove si svolgevano gare di atletica, giochi e corse di cavalli, ora è la più bella piazza barocca di Roma.
Mi perdo a guardare le tre splendide fontane che ‘arredano’ la piazza, tra cui quella dei Fiumi, inaugurata nel 1651, che rappresenta i quattro grandi fiumi allora conosciuti, il Gange, il Nilo, il Danubio e il Rio della Plata.

Percorro le strade che punteggiano questa ansa del Tevere. Di fronte a me, sull’altra sponda del fiume: Castel Sant’Angelo e il Vaticano. Basta girare l’angolo e mi ritrovo nel paradiso dell’antiquariato. Lampade, tavoli, scrittoi fanno bella mostra di sé nelle scintillanti vetrine degli antiquari di Via dei Coronari.

Mi fermo per un aperitivo in una piazzetta che sembra fuori dal tempo, considerato che a pochi passi c’è la chiassosa confusione di Via del Corso: piazza San Lorenzo in Lucina, uno dei salotti più belli della città.

È ora di dirigersi verso casa. Continuo a riempirmi di bellezza. Scelgo di passare dalla Fontana di Trevi, dalle Scuderie del Quirinale (chissà quale mostra è in programma in questo periodo?), fino al Colosseo e al Palatino.
L’ultimo appuntamento di questa magica giornata è un concerto al circo Massimo. Tra la folla degli spettatori, mi immagino le gare di biga che si celebravano qui, secoli fa.

So già che domani mattina inizierò una nuova giornata vicino a casa. Andrò ad ammirare i fiori del Roseto di Roma Capitale e a respirare il profumo degli agrumi del Giardino degli aranci: una piazza pubblica appartata con aranci profumati, muri medievali e vista sulla città e sul Tevere.

Uno dei salotti più belli della città.